Società

Il problema della verità

Nella società ci sono tante grosse contraddizioni ma alcune sono più insidiose di altre. Quella che mi colpisce maggiormente è il diverso valore dato alla verità in base all’età di chi dovrebbe dirla: nelle scuole e nelle famiglie (per bene) si incoraggiano i bambini a dirla sempre, premiandoli o punendoli a seconda della loro condiscendenza; una volta raggiunta l’età adulta si considera infantile chi fatica a sdoppiarsi e a mentire spudoratamente, anche a proprio vantaggio. Nel primo caso è un pregio, nel secondo un’enorme difetto. Secoli di relativismo hanno permesso alle menti più sottili di trovare delle giustificazioni alla menzogna, fornendo alibi agli adulti in difficoltà, ma oggigiorno, nonostante quest’assoluta mancanza di oggettività sociale, si sente il peso della verità assente. Pur di non raccontarla si distorcono i fatti, si interpreta o, peggio, si “ignora attivamente”.
Per poter raccontare una frottola è necessario conoscere la verità, scegliere consapevolmente di sotterrarla sotto ignobili nefandezze, ma questo è un privilegio di pochi fortunati che possono attingere ad informazioni di prima mano. Tutti gli altri possono ammettere la loro vergognosa ignoranza, restare in silenzio, oppure millantare le proprie conoscenze e dire “stronzate”. Nel saggio On Bullshit del 1986, il filosofo Harry Frankfurt analizza attentamente il fenomeno e afferma senza mezzi termini che un “contaballe” non ha alcuna necessità di accedere al vero, non ha bisogno di compiere una scelta di campo, la sua attenzione non è rivolta ai fatti né per avvalorarli né per coprirli, non gli importa se le cose che dice o inventa sono corrispondenti o meno alla realtà, l’unico suo interesse è far colpo sugli astanti, il suo pubblico. Forse è questo il guaio delle nuove generazioni: sempre più ignoranti e lamentose (con le dovute ed ammirevoli eccezioni), frustrate per l’impossibilità di migliorarsi, calpestate da sé prima che dagli altri, chiuse in casa a rincretinirsi davanti alla televisione latrice di storie eccezionali e false sfide, appena possono cercano di impressionare il prossimo, nell’illusione fugace di non apparire drasticamente vuote.