Il cane delle arachidi
Nel 1947 Charles M. Schulz pubblicò la prima tavola di “Li’l Folks”, successivamente cambiato in “Peanuts” poiché l’editore temeva ritorsioni da parte di autori già affermati le cui strisce avevano nomi molto simili. Dopo tre anni di pubblicazioni domenicali, Peanuts divenne una striscia quotidiana pubblicata su sette differenti testate. Sebbene il tratto non fosse ancora bene definito, gli elementi che l’avrebbero caratterizzata in futuro erano tutti presenti in nuce: un mondo popolato da soli bambini, saggi o ingenui a seconda dei casi, ed acuta critica sociale. Schulz ha disegnato ininterrottamente la striscia per 50 anni, senza avvalersi di assistenti, nemmeno per i testi e la colorazione. A cominciare dai primi anni ’80 il suo tratto ha cominciato a tremare: il tremolio è diventato più visibile nel decennio successivo. Ciononostante ha continuato a disegnare fino a quando i suoi problemi di salute sono diventati insormontabili. L’ultima striscia è stata disegnata il 3 gennaio 2000 e pubblicata il giorno dopo la morte di Schulz, avvenuta il 12 febbraio successivo. Molti giornali statunitensi hanno cominciato a ripubblicare le vecchie strisce con il titolo di Classic Peanuts, questo in virtù delle ultime volonta di Schulz che nel suo testamento ha proibito la continuazione della serie dopo la sua morte. Per tutto il periodo di pubblicazione il cast dei personaggi non ha subito molte modifiche, ma quelle avvenute sono senz’altro notevoli. Al fianco del “buon vecchio Charlie Brown”, perdente ma determinato, si aggiungeranno l’antipatica Lucy Van Pelt, la rude Piperita Patty, il riflessivo Linus, il geniale Schroeder e il famosissimo bracchetto istrione Snoopy che, essendo un cane, non può parlare ed emette raramente dei suoni vocali, ma pensa tantissimo. Gli unici che sono in grado di leggerne i pensieri sono gli altri animali, in particolare l’uccello Woodstock. Nonostante ciò, Charlie Brown e gli altri sono sempre al corrente di tutti i suoi pensieri e delle sue idee, anche se non in maniera consapevole. Una delle prime stranezze di Snoopy è stata il suo dormire sul tetto della cuccia, piuttosto che dentro di essa. Ma le stranezze non finiscono qui. Dopo il 1956 Snoopy smette di procedere a quattro zampe e si erge sulle due posteriori. Negli anni Sessanta, dopo un debutto come normalissimo cane, diventa il personaggio cardine della striscia, molti episodi iniziano a ruotare attorno alle sue vite fittizie, in cui esso s’immagina un asso del volo della prima guerra mondiale o un famoso giocatore di hockey, col divertimento e lo sbigottimento dei bambini che s’interrogano su cosa stia facendo e che talvolta partecipano all’azione. Nel corso della striscia, Snoopy ha impersonato oltre 150 personaggi diversi, da “Joe Falchetto” a Topolino, dall’avvoltoio all’avvocato, dal chirurgo all’astronauta allo scrittore … rigorosamente di fama mondiale. Il mio personale giudizio è che Snoopy sia uno degli esempi più lampanti di creatività, libertà e pensiero laterale. Oreste Del Buono lo lodava per la sua fantasia capace di trasformare la realtà, di tramutare una cuccia in un caccia, ma senza mai liberarsi della sua “umanità”. Nonostante anni di riflessioni tragicomiche, il cucciolo silenzioso del 1950 ha ancora energia e la usa per sfogarsi in modo clamoroso, anche in interminabili scontri con un fittizio Barone Rosso, divertendosi al limite della schizofrenia.








