Lettere al direttore

Lettere al Direttore



IL PROGETTO DI DORSALE FERROVIARIA DELLA FONDAZIONE SABIR

Prof. Ing.  BRUNO  JAFORTE
via G. Castriota 6 – tel. 091.584972
90139 – Palermo  22 ottobre 2009

Alla Gentile Redazione di DIRITTI NEGATI

Per un certo tempo ho avuto difficoltà nell’uso della posta elettronica e perciò soltanto in questi giorni ho avuto modo di leggere l’articolo dal titolo Il progetto di dorsale ferroviaria della Fondazione Sabir sul numero 7 di Diritti Negati del 26 maggio scorso.
Nell’articolo viene presentato un progetto di ammodernamento della tratta ferroviaria PA-CT, da attuare in due fasi, a breve ed a lungo termine, con l’obiettivo di ridurre il tempo di percorrenza dalle attuali 5 ore a 1.ora e 40 minuti; il tutto verrebbe ottenuto con la spesa, relativamente modesta di circa 200 milioni di euro.
Ovviamente per valutare il progetto bisognerebbe conoscerlo almeno nelle sue scelte essenziali, tuttavia, per le conoscenze che ho sulla questione in generale, non posso fare a meno di segnalare che la proposta sembra ben più che ottimistica, ma piuttosto da scrivere nel libro dei sogni.
Con e-mail del 24 febbraio scorso ho inviato un mio scritto, dal titolo Il ruolo delle ferrovie in Sicilia, nel quale, con riferimento alle ultime statistiche pubblicate dal Ministero dei Trasporti, viene messo in evidenza come l’apporto delle ferrovie alla mobilità complessiva nell’ambito dell’isola sia assolutamente trascurabile, in forte perdita e perciò da eliminare.
Purtroppo, il Ministero dei Trasporti, dopo la trasformazione in società per azioni (di cui unico azionista è lo stato) della Azienda Autonoma delle F.S. (trasformazione sollecitata dalla C.E., ma effettuata all’italiana) ha favorito la filiazione di una serie di altre società alle quali sono state attribuite funzioni e attività diverse il cui scopo preminente è quello di accrescere le spese di gestione.
Uno fra i tanti risultati negativi di questa nuova strutturazione amministrativa è che il CNT, diventato ora CNIT (conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti) non riporta più le statistiche dettagliate della consistenza delle infrastrutture e della mobilità dei vari sistemi di trasporto in ogni Regione sicchè viene a mancare lo strumento fondamentale per la valutazione aggiornata dello stato dell’arte e delle esigenze per migliorarlo.
L’unico strumento che ormai ci rimane per farsi un’idea della efficienza dei diversi modi di trasporto sono le proteste che ciclicamente vengono riportate sulla stampa locale per lamentare il progressivo peggioramento dei servizi offerti ai cittadini. Un metodo altamente scientifico!
Tornando al progetto di dorsale, nello scritto avanti citato sono anche sommariamente indicati i motivi per i quali, con riferimento ai costi sostenuti in altre regioni italiane in territori dello stesso tipo, la spesa necessaria a realizzare una linea ferroviaria da percorrere ad elevata velocità sarebbe notevolmente maggiore di quella prevista dalla Fondazione Sabir.
Comunque non mi dispiacerebbe avere notizie dettagliate del progetto per effettuare una valutazione più obiettiva.

Cordiali saluti

Bruno Jaforte

Pubblichiamo la cortese risposta della Fondazione Sabir, cui abbiamo girato la richiesta di approfondimento del prof. Jaforte. Considerata la rilevanza della questione torneremo comunque sull’argomento.

Gentile Direttore,
ringraziandoLa per la Sua pregiata mail del 13 u.s., Le saremo grati  se volesse acquisire quanto di seguito e magari trasmettere al Prof.  Jaforte e ai suoi lettori le seguenti informazioni:

1) sul sito della Fondazione Sabir (www.fondazionesabir.it) è  possibile documentarsi su tutte le attività della stessa;
2) per quanto richiesto dal Prof. Ing. Jaforte, sul sito della  Fondazione Sabir e dal link  (http://www.fondazionesabir.it/altreimg/Dorsale220309.pdf), si potrà  prendere visione di un resumè del progetto donato dalla Fondazione  Sabir sia al Governo Nazionale che al Governo della Regione Siciliana;
3) L’idea di fattibilità della Fondazione Sabir sulla dorsale  ferroviaria è a cura del Prof. Francesco Russo, Docente di Trasporti  della  Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e Consigliere  di Amministrazione della Fondazione Sabir.
Rimaniamo a Sua completa disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Voglia gradire i nostri saluti.

Giovanni Quattrone
Ufficio di presidenza
responsabile relazioni esterne della Fondazione Sabir




SULL’ARTICOLO DI ELIO GIUNTA

aggiornamento

Egregio Direttore,
nell’articolo pubblicato su dirittinegati di Elio Giunta (http://www.dirittinegati.eu/?p=1701) leggo una frase dal sapore razzista: <<si continua a marcare, attraverso appunto la frequente esibizione di tare antropologiche, una diversità sicula, quale ci viene pure rimproverata da un secolo e mezzo, e che ci rende fatuamente rivendicativi e irrimediabilmente inferiori. Il bivio ci è posto appunto dal dibattito in corso sull’unità d’Italia.>>
Anche la citazione del Gattopardo è in quest’ottica. Sarebbe questa la tara antropologica? Quella di cui parla il protagonista del romanzo quando spiega al piemontese Chevalley di Monterzuolo cosa vogliono i Siciliani : <<Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare. […]. Da ciò proviene il prepotere da noi di certe persone, di coloro che sono semidesti; da questo il famoso ritardo di un secolo delle manifestazioni artistiche ed intellettuali siciliane..>>?
E lei sa benissimo che non possiamo certo parlare di ritardo intellettuale fino al nostro ultimo grande Leonardo Sciascia.
Il paradosso dei paradossi è che hanno inculcato al popolo siciliano il pregiudizio razziale su se stesso. E di questo pregiudizio razziale si sono lamentati pure Gramsci e Salvemini.

vedi http://www.spazioamico.it/la_razza_maledetta__origine%20pregiudizio%20antimeridionale.htm

Cordiali saluti

Giuseppina Ficarra

Palermo