Società

I ragazzi del ’77 ed il degrado della Cuba

Palermo. Sembrava solo un incontro tra ex commilitoni, quello che dopo 32 anni ha fatto incontrare il 18 aprile 2009 marescialli e autieri nella caserma dell’11° Autoreparto Misto di Manovra presso la Caresma Tukory di Corso Calatafimi. Provenienti da Catania, Agrigento, Messina, Siracusa e Palermo, e dopo qualche difficoltà nel riconoscersi, i compagni d’arme hanno visitato i luoghi che li hanno visto indossare insieme la divisa, come scaglione luglio 1977-1978. All’incontro hanno partecipato i marescialli Amico Fantone,Vincenzo Cannata, Tommaso Talluto, il barbiere della caserma Franco Candela (un civile), gli autieri Benedetto Strano, Giovanni Giurdanella, Rocco Abate, Franco Leonardi, Giovanni Fasulo, Piero La Rosa, Raffaele Ragusa, Domenico Musumeci, Salvatore Testa ed il maresciallo Salvo Valenti, tuttora in servizio. Altri, impossibilitati a venire, hanno partecipato “telefonicamente”.
Infaticabile organizzatore Benedetto Strano, adesso pittore di notorietà internazionale, di cui parliamo anche in un altro articolo, nella rubrica PITTURA, ed il cav. Amico Fantone che si è prodigato per offrire ai convenuti un soggiorno palermitano graditissimo, con l’offerta di visite guidate di forte qualità culturale.
E tutto questo riguarda l’elenco delle cose buone.
In realtà cosa buona, anzi ottima, aveva fatto l’Esercito Italiano che fin dal 1880, dietro iniziativa del colonnello Luigi Tukory, fonda la Caserma Tukory in Corso Calatafimi, includendovi alcuni immobili già sede della cavalleria borgognona.
Il grandioso palazzo normanno della Cuba viene racchiuso all’interno delle mura della caserma così conservandosi in buone condizioni fino ai nostri giorni. Nel 1988 la Cuba passa sotto la tutela della Soprintendenza ai Beni Culturali, pur restando all’interno della Caserma. E fin qui tutto è compatibile con i ricordi dei ragazzi del ’77.
La svolta si ha però nel maggio 2006, quando, nell’intento di recuperare il monumento e renderlo fruibile alla città, vengono abbattute vecchie strutture militari costruite accanto, soprattutto il refettorio che per tanti anni ha assistito al rancio dei giovani di leva. Sono le stesse ruspe dell’Esercito che intervengono, facendo risparmiare tempo per le autorizzazioni e denaro alle autorità civili. L’intendimento è creare un museo nei locali cucina, magazzini, dispensa e ufficio che erano contigui al refettorio, costruiti dal Tukory e considerati adesso archeologia industriale. “Creeremo un luogo di esposizioni ed di incontri culturali che inseriremo nel percorso arabo normanno che comprende anche Zisa e Villa Napoli”, diceva l’architetto della Soprintendenza Matteo Scognamiglio. Questo nelle buone intenzioni di allora.
Nell’anno di grazia 2010 le buone intenzioni sono rimaste tali, ma il degrado della Cuba, che prima non c’era, adesso è davvero evidente. Non ricordavano così la loro Cuba i ragazzi del ‘77. E Palermo ha raggiunto un altro obiettivo. Complimenti.

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