Politica

Il bilancio del Comune di Palermo

Il bilancio del Comune di Palermo è in perfetto equilibrio, obiettivo da non trascurare vista la condizione in cui versano tutti i Comuni d’Italia. Siamo abituati a leggere la situazione palermitana come una condizione a sé nel panorama degli enti locali. Nessuno vuole scrollarsi da dosso responsabilità, decisioni e fatti ma è giusto comunicare una visione più chiara della situazione. Situazione che non è imputabile esclusivamente alla gestione del Comune di Palermo. Inizio con il citare il D.L. 112 del 2008, durante il governo Prodi, che ha ridotto il fondo delle autonomie di circa 200 milioni di euro: per il Comune di Palermo circa 5 milioni. Fondo tagliato con l’aspettativa di maggiori introiti provenienti dalle rendite dei fabbricati rurali, il cui ricavo fu ai tempi assolutamente sovrastimato. Segue il taglio dell’ICI del governo Berlusconi che i palermitani non sanno essere avvenuto anche sulle loro spalle. I presunti rimborsi per gli enti locali sono arrivati molto in ritardo e ancora oggi mancano nelle casse dei Comuni milioni di euro: ed esattamente nelle casse del Comune di Palermo circa 2 milioni. Milioni di euro che probabilmente non arriveranno mai visto che nelle casse dello Stato non ci sono. Con il Federalismo Fiscale, qualora ci saranno i soldi per applicarlo, le cose non miglioreranno. I comuni dovranno gestirsi grazie ad imposte proprie, alcune delle quali dipenderanno anche dalla produttività del territorio e chiaramente non sarà la fortuna della Sicilia. Alcuni comuni risolveranno con l’aumento dell’imposizione fiscale, ma anche questo al Sud è poco proponibile data la ridotta base imponibile. Senza contare dei ritardi dei trasferimenti regionali. Aggiungo che il Comune di Palermo ha pagato una situazione tutta locale: i precari di certo non creati da questa maggioranza. Personale che con il tempo si è rivelato importante, ed era giusto dar loro, dopo tanti anni, la speranza di un futuro stabilizzandoli, processo che comunque ha messo ordine anche nel loro impegno lavorativo nei vari settori dell’amministrazione. Niente è stato lasciato al caso. In questo contesto l’amministrazione sta facendo del proprio meglio, ottimizzando e razionalizzando tutto, soprattutto nelle aziende. Nessuno nega i tagli adottati nel precedente riequilibrio di bilancio in seguito alla sentenza della Tarsu, ma non avevamo alternative pur rimanendo per noi prioritari, ipotizzando delle nuove risorse, settori come il sociale e la scuola. Certo con i 6 milioni di euro venuti meno dallo Stato l’entità dei tagli sarebbe stata diversa. E’ evidente ci sia stata un’errata gestione delle aziende cui oggi, l’amministrazione tutta sta facendo forse anche l’impossibile per rimediare. Nessuno vuole imporre tasse per il puro diletto di farlo. La dimostrazione più evidente è l’Irpef. Nel momento in cui l’Amia ci ha consegnato un piano industriale che prevedeva un incremento del contratto di servizio di soli 8 milioni di euro abbiamo subito votato la riduzione dell’Irpef 2010-11. Dico di soli 8 milioni di euro perché non parliamo di spese discrezionali, in queste infatti è contenuto l’adeguamento del contratto di lavoro dei dipendenti previsto dalla legislazione nazionale. Nei prossimi giorni il consiglio comunale dovrà esprimersi sul budget delle aziende con un atto di indirizzo affinché queste possano realizzare un proprio piano industriale. E’ chiaro che lì dove potranno essere operati tagli senza intaccare il personale e la qualità dei servizi nessuno si sottrarrà. Ma prima di decidere in tal senso dobbiamo studiare in modo approfondito la condizione di ogni singola azienda, sarebbero ad esempio impensabili degli tagli in Gesip. Ritengo piuttosto che dovremmo lavorare sull’ottimizzazione dei servizi, dunque sui contratti, evitando confusione anche fra le aziende che svolgono servizi simili. Credo che i cittadini da noi si aspettino oltre che dei tagli agli sprechi, lì dove ci sono, soprattutto un miglioramento della qualità dei servizi. Lì abbiamo gli strumenti per poter operare.

Doriana Ribaudo
Capogruppo UDC




Il bilancio del Comune di Palermo rappresenta in modo inequivocabile il pieno fallimento della giunta Cammarata. Lo strumento finanziario infatti che avrebbe dovuto portare avanti una progettualità per la città è diventato invece un contenitore vuoto e senza anima, costruito su un impianto ragionieristico privo di qualsiasi risposta concreta ai bisogni dei palermitani. Il bilancio del Comune di Palermo oggi infatti non presenta risposte sui servizi primari alla persona e ai servizi scolastici. E’ stata completamente cancellata la cultura, non esiste un finanziamento capace di accogliere le istanze del mondo delle attività produttive, delle attività turistiche, delle attività in qualsiasi modo legate alla nozione di sviluppo. Il Sindaco Cammarata e gli uomini della sua giunta hanno continuato ad indicare nel precariato stabilizzato le ragioni dell’ingessatura dello strumento finanziario, mentre le cause di questo vero e proprio disastro sono addebitabili all’assoluta approssimazione e provvisorietà con cui è stata amministrata Palermo. Come non ricordare gli scivoloni amministrativi dei provvedimenti sulle Z.T.L., sull’aumento poi annullato dal T.A.R. della TARSU approvato nel 2006 e tante altre questioni sintomo di un’assoluta incapacità di governo. Si tratta concludendo di un bilancio soggiogato dal debito di AMIA, dalle perdite delle rimanenti spa , dalla conduzione politica delle risorse del Comune senza alcuna capacità reale di cambiamento e sviluppo della città . Occorre quindi lavorare per riportare la trattazione del bilancio del Comune a un confronto democratico concreto che permetta la possibilità di incidere sulle vere priorità che riguardano una città drammaticamente aggredita dai bisogni che il Sindaco Cammarata e il centro-destra non hanno saputo in alcun modo garantire.

Ninni Terminelli
Partito Democratico




Il 90% del bilancio è praticamente spesa cosiddetta rigida, serve , infatti, per stipendi, spese fisse di cui non si può fare a meno. La parte sociale, quella cioè destinata ad assistenza alle fasce deboli del nostro tessuto sociale, bambini, anziani, disoccupati, precari che dovrebbe essere considerata importante voce di bilancio, si è sempre più venuta assottigliando ed è diventata quasi irrisoria: non riesce, infatti, a dare nessuna risposta alle necessità di queste persone. Come Sindacato UIL lamentiamo il fatto che negli ultimi due anni il Sindaco non ha più chiamato le Parti Sociali per discutere il bilancio che, inoltre, viene, approvato, sempre negli ultimi due anni, nel mese di Agosto e, essendo, quindi, già passati otto mesi dell’anno non risulta più essere un bilancio preventivo, ma un bilancio consuntivo. L’ amministrazione ci dice che il bilancio presenta i conti in ordine, forse sarà vero dal punto di vista contabile, ma la Uil ha espresso la propria contrarietà a una rappresentazione solo numerica del bilancio. Per il sindacato la discussione dovrebbe essere sviluppata in termini di “ bilancio sociale” ovvero cosa offre alla città in termini di servizi e qualità della vita. Dovremmo fare il confronto con altre città del Paese in ordine a trasporti pubblici, raccolta e riciclo rifiuti, asili nido e tempo pieno, aree verdi e zone del centro storico chiuse al traffico,servizi offerti agli anziani e ai diversamente abili, sostegno alle famiglie. Queste voci del bilancio che erano sempre state inadeguate per una città come Palermo, negli ultimi anni sono quasi scomparse e i servizi offerti sono a dir poco vergognosi (vedi emergenza rifiuti,ora dramma rifiuti). Per non parlare del trasporto urbano, ricordiamo che ancora oggi è in vigore l’ordinanza del sindaco di chiusura al traffico per le aree ex ZTL ai mezzi che non siano in regola con le norme di emissione euro 4, che in pratica è solo una farsa per aggirare la legge che tutela la salute dei cittadini. Qualcuno ha mai provato a utilizzare un autobus senza chiedersi se e quando arriverà a destinazione? . Pur in questa condizione non si intravedono provvedimenti di tagli alle spese inutili, anzi giornalmente si hanno notizie di scandali dovuti alla cattiva amministrazione o alle clientele, vedi Amia e relativa richiesta di fallimento da parte della magistratura per perdite accertate di 180 milioni di euro. Pensiamo che sia il caso di sorvolare su altre questioni che ci fanno dare una valutazione estremamente critica sulla valutazione del bilancio. Una cosa è certa, se dovessimo valutarlo per quello che offre ai cittadini di Palermo è sicuramente un bilancio in dissesto.

Antonio Ferro
Segretario Regionale UIL