Religione

Il Pontefice, comunicatore del Bene

Papa Benedetto XVI è un uomo di elevato livello etico e culturale, il suo linguaggio, all’inizio del suo mandato molto aulico e poco comprensibile ad un pubblico vasto, si è andato trasformando ed è diventato più semplice e accessibile, perfino la sua gestualità si è modificata. Nelle prime apparizioni la sua figura risultava immobile, pietrificata ora, invece, il Pontefice alza le mani, allunga le braccia, spesso saluta, sorride e si permette qualche breve pausa colma di espressività emanata dai suoi occhi o dal suo sorriso.
Insomma, malgrado le sue origini teutoniche lo allontanassero da espressioni esplicite di comunicazione, il Papa, per dimostrare quanto tiene ai fedeli della sua Chiesa, è riuscito, superando le resistenze dovute, appunto, alla sua cultura e al suo carattere riservato, a esternare le sue emozioni e a creare, così, un avvicinamento anche con quelle persone che in un primo momento erano rimaste insensibili ai suoi messaggi perché non riuscivano a far propria una comunicazione che si basava soltanto sul verbale e non su elementi paralinguistici che inconsciamente il mittente recepisce e apprezza.
E’ molto interessante ascoltarlo quando ci trasmette i suoi messaggi d’amore e ci parla delle sue preoccupazioni sulla sempre più diffusa mancanza di fede e sulla spregiudicatezza di certa informazione che spesso è intrisa di violenza e negatività e, certamente, non ci stimola verso il bene comune, ma sempre più verso atteggiamenti di chiusura verso l’altro, e, ciò che è peggio, di emulazione verso espressioni di rabbia, rancore e desiderio di realizzare i nostri scopi con qualsiasi mezzo senza tener conto delle persone che potremmo, per ottenere ciò, inevitabilmente calpestare e danneggiare.
Benedetto XVI ritiene che questo tipo di informazione ci intossichi giorno dopo giorno trasformando il nostro modo di vedere ciò che ci circonda, come se tutto fosse saturo di tristezza e senza speranza per il nostro futuro.