Arte

Corpo a corpo – Turi Sottile e i poeti


Il Maestro Sottile, presente all’inaugurazione della mostra personale intitolata: Corpo a corpo- Turi Sottile e i poeti, che si è tenuta sabato 2 febbraio u.s. presso la Galleria d’Arte 71 a Palermo, ha voluto evidenziare che l’originalità di questa esposizione deriva da un connubio tra pittura, colore, immagine e parole. Sono 22 le opere del Maestro affidate “coraggiosamente” alle mani di altrettanti artisti-poeti che si riportano in ordine alfabetico: Antonio Amendola, Leopoldo Attolico, Nanni Balestrini, Silvana Baroni, Tomaso Binga, Vincenzo Crapio, Dègo, Donato Di Stasi, Giovanni Fontana, Barbara Gabotto, Gianni Godi, Dante Maffìa, Marco Palladini, Rita Piangerelli, Lamberto Pignotti, Vito Riviello, Franco Romanò, Alberto Scarponi, Maria Luisa Spaziani, Marcia Theophilo, Sergio Zuccaro.

Alcuni poeti hanno cercato di entrare in contatto con l’opera delicatamente, come nel caso di Rita Piangerelli che utilizza giochi linguistici per rendere con le stesse parole, ma leggendole in maniera diversa, unendole o lasciandole separate, significati aggiuntivi che emergono dal colore; altri poeti hanno, invece, invaso l’opera in un paritetico scambio di significati come nel caso di Lamberto Pignotti.
Contaminazioni culturali anche sonore e musicali si insinuano, penetrano e a volte irrompono prepotentemente creando una forma d’arte nuova: pittura poetica o poesia pittorica. E’,infatti, possibile sentire, in queste opere, il suono delle note musicali o delle parole. Una pittura, dunque, non soltanto da contemplare, ma da leggere ad alta voce e da ascoltare, una pittura al passo con i tempi, ma temerariamente avanguardista, multimediale, dove il colore sapientemente dosato, a volte sfumato o accostato ad altro colore in netto contrasto, si fonde con il testo che aggiunge significato ed espressione e crea un ipertesto, un testo, cioè, più ricco che da adito a diverse interpretazioni da parte di chi osserva l’opera, per la quale può scegliere o cogliere il senso da attribuirgli.
La dott.ssa Vinny Scorsone, che ha presentato le opere al pubblico intervenuto, così scrive nel catalogo dedicato all’evento: … Parole e colori hanno danzato insieme, si sono scontrate ed incontrate con evanescenze e densi colpi di spatola e pennello.
In molti lavori Turi Sottile utilizza il colore rosso che si intravede timidamente, ma esiste, c’è, è presente, nel centro dell’opera come se stesse a significare che il suo stesso cuore batte all’interno dei suoi lavori, creando una sua immersione e simbiosi totale.
Tra i poeti è presente la brasiliana Marcia Theophilo, candidata al Nobel in difesa della natura, in particolare della foresta amazzonica, che non ha voluto profanare il lavoro del Maestro distribuendo, come una cornice attorno all’opera, le sue parole di denuncia e nel contempo di celebrazione per una natura che tenta di resistere alle continue devastazioni effettuate dall’uomo. Il colore predominante di quest’opera, l’azzurro, ci ricorda un mare non contaminato, pulito e il movimento dato dall’autore al colore lo rende mare tormentato e in continuo movimento come forza naturale dinamica, viva, insieme al colore verde brillante, appena accennato, trasmettono un messaggio di natura che è vita da rispettare e salvaguardare. Un risultato di perfetta fusione e armonia tra parole e dipinto.
Anche Maria Luisa Spaziani, grande protagonista della poesia italiana, ha scritto i suoi versi senza invadere l’opera, distribuendoli ai margini dell’opera stessa; versi che trasmettono il senso del dono della vita e che hanno la grande possibilità di far condividere sogni a chi si accosta ad essi. Qui i colori danno origine a una sorta di caos, di disordine tipico di una civiltà moderna tutto, però, è controllato e moderato dalla pacatezza dei versi della poetessa e dai fasci di luce che si espandono sull’opera e che trattengono e placano questi disagi donando speranza di un miglioramento e di un appagamento.
Il critico d’arte Prof. Aldo Gerbino, con un suo contributo, a conclusione dell’inaugurazione dell’esposizione, ha definito il modo di lavorare del Maestro espressionismo astratto che il maestro ha, coerentemente, continuato a mantenere costante lungo tutto il suo percorso artistico e, inoltre, rifacendosi al titolo della personale, ha evidenziato che Sottile e i poeti coinvolti sono riusciti ad unire in un corpo a corpo immagini e parole.
Va anche sottolineato come gli organizzatori dell’evento, nonché responsabili della Galleria, Mariella Calvaruso e Marcello Scorsone abbiano curato la manifestazione con grande e navigata esperienza contribuendo in maniera inequivocabile al successo della serata.
La mostra, ideata da Maria Teresa Ciammaruconi e dallo stesso Turi Sottile, che ha già avuto successo di pubblico e di critica presso la Galleria Amaracrista, Fondazione La Verde – La Malfa a San Giovanni La Punta (CT), sarà visitabile presso la Galleria d’arte 71 di Palermo in via Fuxa, 9 fino al 13 marzo 2010.