La musica di Dio
Ringrazio Iddio per avermi fatto nascere in un epoca dove tra il mare, il cielo e la terra, a volte anche il bene e il male si possono osservare con più facilità, rispetto ad altri periodi storici. Basta guardare la televisione, entrarci dentro: le guerre, la gente che cammina velocemente per le affollate strade di città; i terremotati che rincorrono i pacchi di alimenti parcadutati dal cielo; poveri ed impiegati che fanno la fila per un piatto di pasta in una mensa, etc etc etc. Guardando tutto ciò, hai la sensazione che tu possa giudicare, criticare,che anche il tuo contributo possa influire sull’andamento del la vita nel mondo . Certamente così non è stato nelle epoche precedenti, quando ognuno faceva le proprie cose nel proprio vllaggio, e tutto rimaneva li. Così con la musica sono nate le danze, che contraddistinguono un popolo dall’altro,: quelle africane, le indiane, e poi il Sirtaki, la tarantella napoletana, la Polka, ll Country, il Blues, il jazz, e così via dicendo. Qualcuno potrebbe obiettare: ”E la musica classica?”. Certamente, Mozart, Beethoven, Dvorak, Mussorgsky; e l’opera con Puccini, Verdi, Leoncavallo e tutti gli altri di seguito. Sino a poco tempo fa non avrei immagginato che in seguito potesse nascere qualcosa di incredibilmente più magico, ma che se non usato bene, può andare contro di te. Qualcosa con la quale, hai la sensazione di viaggiare da un luogo all’altro del mondo, distanti migliaia di chilometri l’uno dall’altro; entrare nella scatola virtuale di un grande artista e coglierne sensazioni attraverso le immaggini della sua performance. Accendi il motore del tuo marchingegnio=computer, ti metti il casco = la cuffia, e via pronti a navigare, come un Ulisse moderno che prima di ritornare alla sua Itaca=casa, approda nei più disparati lidi=siti del villaggio globale. E’ garantito, in mezz’ora puoi fare il giro del mondo ascoltando, osservando, ridendo, commuovendoti, gridando, volando… Ringrazio IDDIO per avermi dato Internet, la sua voce!, sembra una frase pubblicitaria, e se così fosse, tanto meglio. Credo proprio di si, la voce di Dio, la voce del mondo, la voce dei popoli, la voce della nostra coscienza, la voce della musica. E’ uno degli spettacoli più belli che l’uomo abbia mai conosciuto; entri on stage e tocchi quasi con mano. Mi emoziona su Youtube la voce della Callas quando canta O mio babbino caro dall’opera Gianni Schicchi di Puccini, e per me in quel momento Maria Kalogheròpoulos è più viva che mai, non è mai morta. Poi prendo il volo e vado a trovare Glenn Gould mentre suona al piano Le Variazioni Goldberg, in un video credo del 1964, che emozione ascoltare Bach da questo ragazzo fenomenale. Ma poi dò un’altro clic e lo rivedo anziano suonare una toccata e fuga dal clavicembalo ben temperato. Altro clic e compare Joe Zawinul mentre esegue Birdland con Jaco Pastorius, ma poi me la risento cantata dai Manhattan Transfer. Altro clic ed entro in punta di piedi li dove Horowtz suona davanti una platea incantata ed in religioso silenzio il primo movimento del la sonato K330 in do maggiore di Mozart. In quel momento mi sembra di vedere Dio sopra di lui. Altro clic e vado in Canada a trovare Joni Mitchell che canta la stupenda Both Side Now in un teatro pieno all’inverosimile di spettatori entusiasti : nel sentirla avverto emozioni, ho la sensazione di essere in quel tempio della musica. Altro clic e vado a trovare Bob Dylan con la sua meravigliosa Don’t think Twice it’ all right, e dulcis in fundo clicco su Johnny Cash ed ascolto One degli U2 che La “Grande icona americana” canta magistralmente. Scorrono le immagini di gente comune che cammina per le strade del mondo; di due innammorati che si baciano; due bimbi negri un po impauriti forse dal traffico di una delle tante strade ;di un povero che dorme rannicchiato su dei cartoni in un marciapiede di unangolo del mondo,e provo grande emozione, pari a quella che hai guardando un grande fim, di quelli dove hanno speso milioni di euro per realizzarlo. Ma forse l’immagine del povero che dorme sul cartone, in una qualunque strada, di una qualunque città, mentre ascolti One cantata da Johnny Cash, è una emozione unica, che ti tocca talmente come se quell’uomo fosse un tuo amico, e anche sopra di lui scorgo l’immagine di Dio. Senti che questa musica arriva al mio cuore intensamente, per poi volare nel cielo ed entrare nel cuore di tanta gente di buona volontà; è la musica di Dio nel villaggio globale. Se Palestrina, Frescobaldi, Gesualdo, fossero di questo tempo, sono sicuro che ascoltando Lux Aeterna di Steve Dobrogosz avrebbero un sussulto di commozione e direbbero che anche questa è la “Musica di Dio”.








