Politica

Voglio partecipare

Dove siamo giunti con il fallimento di una politica partitica sembra ormai noto a tutti: è sconvolgente ma soprattutto ingiusto, tanto per i cittadini palermitani, quanto per le sempre più residue parti produttive della città, autenticamente da Guinnes dei primati. Su dove tale sistema ha intenzione di arrivare si deve aprire un dibattito e i cittadini sono chiamati a esserne i partecipanti. A mettere insieme i fili di questo dialogo devono essere tutti i movimenti civici, tutte le associazioni che a vario titolo si occupano di questa città con progetti che hanno al centro il bene collettivo di una comunità. Un dibattito che deve mirare al cambiamento “che può e che deve essere fatto”. Un dibattito realizzato con due direttrici precise. Innanzitutto una partecipazione democratica, con il rispetto della identità e del lavoro svolto da ogni associazione, che sono patrimonio fondamentale da rispettare in toto. Quindi con un impegno rivolto a costruire il metodo comune di dialogo e di azione. Su queste direttrici si registrano le prime convergenze di movimenti e di forze sociali ed economiche della città. Sarà il dibattito ad individuare la soluzione migliore, ma sarà necessario procedere verso una strategia comune, fortemente voluta e condivisa. La necessità di accelerare sarà comunque punto comune di incontro tra tutti i soggetti che hanno davvero a cuore le sorti di questa città. Un dialogo infine che abbia chiaro, consustanzialmente, quali siano gli obiettivi. Personalmente penso che dobbiamo dare un addio agli infiniti processi di mediazione tra poteri che non hanno come obiettivo il bene comune ma solo gli interessi dei campanili e dei giardinetti personali. Dobbiamo guardare a nuovi orizzonti, per spingerci in un terreno dove sia possibile, ad esempio, individuare una stretta governance tra Comune e Provincia, tra Comune e Regione; allo scopo di velocizzare gli insediamenti industriali, attivare investimenti e raggiungere l’obiettivo ineludibile di una burocrazia più rapida ed più efficace. Progettare e sviluppare il lavoro, col sostegno ai vari settori produttivi, come quello manufatturiero e dei servizi. Ricorrere e sfruttare energie più efficaci e sostenibili, ed a costo più contenuto. In sintesi dobbiamo inventare risposte, strumenti eccezionali alla crisi eccezionale che attraversiamo. Servono idee nuove e nuovi entusiasmi personali; non possiamo più permetterci una mobilità al di sotto delle esigenze di una città moderna, né che essa sia realizzata in pensatoi ristretti ed esclusivi senza alcuna consultazione preventiva del territorio. Siamo chiamati a misurarci con nuovi problemi, dobbiamo diminuire il costo gestionale dell’apparato pubblico, reinvestire nel sociale. Come negli asili nido, come sulle problematiche degli anziani e degli ultimi, i palermitani invisibili. In gioco ci sono i nostri diritti e doveri sociali e la loro esigibilità e tutela. E se è vero che tutti i cittadini hanno normativamente pari dignità sociale, è anche vero che non hanno attualmente pari opportunità personali e socioeconomiche; e che anzi in questa città le stesse tendono sempre più a ridursi. E’ dunque il momento di far nascere dentro ognuno di noi l’esigenza di dire “si, voglio partecipare a questo dibattito”.