Politica

Mario Cicero: tradizione e modernità

Mario Cicero, 48 anni, Sindaco di Castelbuono dal 2002 per il Partito Democratico non è parlamentare nazionale né regionale. Ma è tra gli uomini politici italiani più noti ed apprezzati all’estero, e di lui ha parlato positivamente pure il Financial Times.

Lei ha una bacchetta magica?

Per nulla, io pratico da sempre nella vita, nella professione ed in politica una ricetta antica e di buon senso: l’efficienza delle cose semplici applicate alla vita d’ogni giorno, E’ un metodo che produce risultati.

In effetti Lei ha sbalordito tutti con la raccolta differenziata dei rifiuti affidata ad asinelli.

E’ un esempio della ricetta di cui parlavamo. E’ proprio la complessità dell’età moderna che lascia spazi vastissimi, non solo nicchie, alle cose buone ed efficaci della tradizione. Abbiamo attivato a Castelbuono la raccolta differenziata utilizzando due tipi di asinelli siciliani quasi in via di estinzione: il grigio siciliano ed il ragusano, con la collaborazione dell’Istituto Zootecnico di Palermo. Siamo partiti con 4 e adesso ne disponiamo 30. Il paese è stato diviso in 6 zone ed in ciascuna zona opera un asino, sono in maggioranza femmine, più docili di carattere. Il servizio inizia alle 7,30 con pulitura e bardatura degli animali, quindi la raccolta giornaliera ed il conferimento in periferia, dove i rifiuti sono raccolti da camion che li smistano secondo la natura dei rifiuti stessi.

Ed il paese come ha accolto questa iniziativa?

Con critiche iniziali e con gradimento successivo. Come Lei ha già detto c’è un generale apprezzamento, anche all’estero, per l’adozione a sistema di una grande attenzione per l’ambiente. Chiarisco intanto che ogni operatore che guida l’animale deve provvedere a spazzare i rifiuti lasciati o caduti per terra, il paese è pulito. Ma parlo di sistema perché gli asini sono impegnati anche nella produzione di latte – sempre più richiesto – sono utilizzati per il trekking, sono portati a pascersi di erba selvatica, in questo momento stanno letteralmente ripulendo lo spazio retrostante il castello. Ed in aggiunta, a differenza dei tagliaerba, non producono inquinamento acustico. Insomma operano secondo madre natura, in più modi a vantaggio della collettività. E questo modello è guardato con grande interesse a livello internazionale. E parlo adesso di Lugano e Norimberga. Mi capita con crescente frequenza di essere invitato a trattarne. Sono da poco di ritorno da una serie di incontri in Friuli dove tra l’altro proclamo abitualmente con orgoglio la mia sicilianità, venendo anche per questo apprezzato. Mi creda, la civiltà contadina ha prodotto nel passato ricchezza ed è capace di produrne ancora, con altissimo valore aggiunto, anche in quest’epoca tecnologica e di globalizzazione. Il retaggio è buono e fortissimo ed esalta, non danneggia, l’ambiente.

Chi conduce questi asini?

Guardi che proprio questo è un altro motivo di vanto. Abbiamo fatto una scelta di buon senso e di socialità. Gli operatori appartengono a due cooperative costituite con provenienza da disagio sociale. Giovani e non, poiché anche gli anziani espulsi da processi produttivi meritano attenzione. Sono persone con passato di alcolismo, alcuni con problemi di deambulazione, ma l’interazione con un animale straordinariamente intelligente e sensibile come l’asinello siciliano li completa e li esalta entrambi. I nostri operatori agiscono sotto il controllo del distretto sanitario di Cefalù. E se vuole un riscontro, le posso dire che abbiamo dato ruolo sociale e motivazione personale a chi proviene dalla sofferenza e dalla emarginazione. E forse proprio per questo il Sindaco di Castelbuono non opera alcun TSO dal 2002.

E tutto questo ha ricadute positive per il paese?

Si, ma assieme ed inserito in una cultura diffusa di rispetto dell’ambiente, che ne rilancia il ruolo trainante nell’economia. Si tratta di una prospettiva di crescita in cui tutti, Comune, residenti ed operatori economici, fanno sistema. Castelbuono possiede aziende di eccellenza: Fiasconaro, noto ormai nel pianeta, come altri ottimi pasticceri; l’azienda vitivinicola Sant’Anastasia produttore di eccellenti vino ed olio, e con una struttura ricettiva a cinque stelle, come pure altre ottime aziende agricole; alberghi di qualità e una trentina di ristoranti. E lo dico per i turisti: si mangia assai bene dovunque. Il turismo è in crescita, e tanto il Comune quanto gli operatori economici locali lo hanno colto, vi hanno investito e vi investono. Il Comune sta adesso completando con fondi CIPE l’arredamento del castello del XIV secolo, che è assolutamente unico, chi vuole vederlo deve venire a Castelbuono. E siamo sui 55.000 visitatori paganti, e l’introito viene reinvestito. Ma voglio farle un altro esempio di rispetto per l’ambiente con ricadute vantaggiose. Abbiamo comprato un potabilizzatore per l’acqua della condotta idrica. Così avremo un risparmio reale, ma otterremo anche che i ragazzi delle scuole impareranno a bere dalle caraffe e, ci sarà meno plastica da bottiglie in giro. E stiamo adesso incentivando l’acquisto di prodotti alimentari madoniti, della nostra terra.

Ma Lei non si sente per nulla atipico?

Io vivo da sempre la politica come impegno sociale, sono atipici quei politici che mostrano sufficienza e distacco dai bisogni veri della gente. Comunque il ruolo naturale dei sindaci porta, per la loro maggiore vicinanza al territorio – se correttamente interpretato – ad un picco generale di gradimento da parte dei cittadini che le rilevazioni indicano attorno al 65%, contro il 40% dei parlamentari, naturalmente salvo eccezioni. Anche se nell’attuale momento storico le esigenze e le emergenze che il Sindaco deve affrontare sono crescenti, mentre diminuiscono risorse e trasferimenti da parte dello Stato e della Regione.

Bene, parliamo adesso di Palermo.

In questo momento i possibili protagonisti del cambiamento sono i movimenti civici. Ma essi debbono assolutamente restare distanti dai partiti. Hanno il compito importante di aggregare e di imporre agli stessi partiti la partecipazione attiva dei cittadini. A loro volta gli stessi cittadini debbono smettere di piangere e di compatirsi e debbono imporre il loro ruolo, che non è quello di sudditi. Palermo ha splendide potenzialità nei servizi, nel turismo, nell’artigianato, nel commercio. E qui vorrei ribadire che il popolo della partita Iva non è costituito, né solo né in maggioranza, da evasori. Ed il rilancio del commercio è ad esempio fondamentale per la ripresa del centro storico. La città ha tutte le capacità, può e deve trarsi fuori dal degrado culturale e fisico in cui attualmente si trova.

E la Regione?

La Regione Siciliana appare bloccata da reciproci veti personali di politici disinteressati al futuro del territorio ma protesi invece ad autocostituirsi garanzie per il proprio. Ritengo che il Partito Democratico debba fare un accordo strategico con l’MPA per la creazione di un vero partito autonomista per la Sicilia. Con l’alleanza di tutte le forze sane in vista di nuove elezioni. Lombardo dovrebbe fare un passo indietro, per rispetto della politica, senza che questo voglia significare in alcun modo giudizi che non mi competono. Il candidato ideale a presidente è – a mio avviso – Massimo Russo, l’attuale assessore regionale alla Sanità. Ma faccio pure appello agli altri politici siciliani: Finocchiaro, Crocetta, Fava, Borsellino perché vogliano buttare il cuore oltre la siepe, coinvolgendo amministratori e professionisti che si sono distinti per i risultati raggiunti, e che abbiano storie personali intrise di tradizioni e comportamenti etici indiscussi.