Etica e agire politico
Mi piace ricordare ciò afferma la Costituzione americana: ogni uomo ha diritto ad essere felice. Penso che questo sia il desiderio di qualunque uomo. E a questo penso debba mirare la politica che organizza la vita dei cittadini in una polis. Ma è evidente a tutti che non può esserci felicità nel caos, nel conflitto, nella sporcizia, nella contrapposizione, nella sofferenza, nel torpore delle coscienze, nella rassegnazione o nel senso di impotenza che tutti noi spesso osserviamo e proviamo. Se fossimo felici non avremmo costituito un Movimento. siamo qui infatti a sottolineare la necessità di unire le forze per uscire dal malessere che opprime la città e coloro che la abitano. È stato già detto che i componenti del Movimento “Per Palermo” hanno scelto di non perdere altro tempo ed energie a criticare, a contrapporsi, a giudicare. È già una babele in questo senso. E non intendono più girarsi dall’altra parte. Vogliamo fare il nostro dovere, svolgendo la nostra parte per il raggiungimento di un sacrosanto diritto: stare bene nel luogo in cui viviamo. Ci disturba vivere nella bruttezza e vogliamo vivere nella bellezza: culturale, architettonica, umana della nostra città. E allora senza presunzione, ma con determinazione, vogliamo impegnarci nella realizzazione del bene comune, che è termine molto abusato ma poco praticato. Per fare ciò riteniamo necessario partire dall’etica, su cui il Movimento basa una prassi rigorosa. Per non scambiare l’effetto per la causa, è importante sottolineare l’aspetto etico. Tutti i disagi, il malessere, che la città vive sono solo l’effetto e la conseguenza che hanno come causa la dimenticanza e molte volte la degenerazione dei principi etici fondamentali: il bene, la giustizia, l’amore e la verità. Di questi non dobbiamo avere il pudore di parlarne, anzi, chi vuole veramente contribuire a migliorare la vita di una città non ne deve solo parlare, ma deve incarnarli e viverli se non vuole aggiungersi ai numerosi gruppi di potere già esistenti. È l’assenza di questi principi e del loro vissuto nella politica che porta conseguenze nefaste, ed ha reso la politica un compromesso estremo, uno scambio, quella cosa sporca da cui molti stanno lontano. Ma bisogna ricordare che questa non è la politica è la sua degenerazione e ciò che la rende tale è il disancoramento dai riferimenti etici. La politica nel più alto senso del termine è l’attività più grande, alta, nobile, dignitosa, amorevole, in quanto servizio al bene. Nel più alto senso del termine l’azione politica incarna i principi di equanimità, fratellanza, libertà, perequazione sociale, diritto ad esprimere la propria creatività, i propri talenti, di diritto a cercare il proprio benessere nell’armonia del tutto… ma non è il tutto che deve adeguarsi alla parte bensì il contrario! Da qui l’azione etica, conforme al principio della giustizia, che includa la sapienza e l’amore. Ma quale amore? Quale sapienza? Non certo la furbizia di chi cerca il proprio tornaconto, l’autoaffermazione, il successo ma l’intelligenza di chi cerca e vuole permanere il bene comune. Ordinare una società in funzione di questi principi, renderli vivibili e viverli è il compito del vero politico! In tutti noi albergano questi valori, tant’è che quando vediamo qualcuno comportarsi secondo giustizia, bellezza, amore una parte di noi convibra e non può non stimare ed ammirare chi così agisce! Come, al contrario, quando vediamo qualcuno agire non in conformità a tali principi passiamo alla più totale disistima: si usa dire che “ci cade dal cuore” e non è un caso che è implicato il cuore! Per questo adesso occorrono persone serie, responsabili e generose che abbraccino una giusta azione politica. Facciamo per ciò appello a tutte le associazioni, i movimenti di questa città, a tutti coloro desiderosi autenticamente di bene, sinceramente stanchi e amareggiati da questo sfacelo che ci sta attorno, stanchi di vedere infangate oggigiorno la correttezza, la lealtà, la compostezza, la dignità; stanchi di vedere la miopia al potere: miopia che spreca le risorse, che pone le persone migliori ai posti peggiori e viceversa, che ignora le migliori risorse intellettuali e culturali; stanchi di vedere l’ignoranza cieca che insegue solo il suo piccolo “micragnoso” tornaconto individuale e di gruppo. Facciamo appello a tutti affinché si possa realizzare un movimento dei movimenti che consenta a ciascuno di mantenere la propria nota espressiva specifica, ma al tempo stesso di essere uniti nell’unico scopo comune: il bene di questa città! Questo ci consentirà di non cadere negli egoismi e nei protagonismi fini a se stessi; di non sprecare energie preziose e al tempo stesso di esprimere il meglio di sé, perché non certamente esprimendo il peggio si può essere felici e creare benessere. Tante piccole azioni in una grande città potrebbero non riuscire nell’intento, ma tante azioni messe insieme, fatte con lo slancio del cuore e dell’intelligenza, siamo certi possano cambiare un sistema e instaurare una civiltà. In tal modo la città potrà veramente brillare!








