Il sonnambulo omicida
Iniziamo da oggi un rapporto di collaborazione con il criminologo Nicola Malizia docente all’Università Kore di Enna, che approfondirà alcune tra le più importanti tematiche criminologiche moderne.
Iniziamo il viaggio verso il crimine trattando il cosiddetto “sonnambulismo omicida”. In Sicilia, non sono stati registrati casi di sonnambulismo di interesse criminologico, anche se il fenomeno è attualmente in fase approfondimento. La letteratura scientifica non ha ancora fornito adeguate risposte fermandosi, pertanto, allo stadio della spiegazione dei fenomeni sonnambulistici tipici, in modo particolare, dei bambini ed adolescenti, in genere.
Mentre dormono hanno spesso pensieri, simili a sogni, terrorizzanti. Nel cervello del sonnambulo sono «accese» le aree cerebrali delle azioni, «spente» quelle del giudizio.
Il fenomeno del sonnambulismo può ripercuotersi su diversi aspetti riguardanti la sicurezza che possiamo dividere secondo due punti di vista:
- l’incolumità del sonnambulo
- l’incolumità delle persone che gli stanno vicino.
L’etimologia del termine deriva dalla parola francese“somnambulisme”, che a sua volta deriva dalla parola latina “somnambule” composta da “somnus” (sonno) e “ambulare” (camminare).
Il sonnambulismo non è stato da sempre associato ai disturbi medici. Nel medioevo e nella fattispecie nel periodo delle streghe, secondo culture popolari legate ad un intenso e certe volte fanatico senso religioso, il sonnambulismo era annoverato tra le pratiche di occulto e quindi legato alle streghe, alla magia nera e ai riti sabbatici. Nell’ambiente inquisitorio (Sacra Inquisizione) si discuteva della distinzione tra vari stadi del sonnambulismo e per gli autori del “Malleus Maleficarum”, il libro principe della Sacra Inquisizione e delle torture contro la stregoneria, il sonnambulismo è assimilato ad altre manifestazioni diaboliche quali le trasformazioni sostanziali, il volo, l’ossessione. Non si conoscono esattamente le cause. I sonnambuli dormendo sono in grado di svolgere attività complesse come guidare la macchina, rispondere a domande, ascoltare a tutto volume la radio, abbuffarsi di cibo, fino ad arrivare, in alcuni casi, a comportamenti aggressivi nei confronti di chi gli sta vicino. Si tratta di un disturbo del sonno, appartenente alle parasonnie, che comporta durante la fase cosìddetta REM, un’attività automatica motoria al di fuori del controllo sia della coscienza che della memoria (infatti la persona che ne è colpita non ricorda mai cosa ha fatto in quel momento) e secondo schemi abbastanza complessi e coordinati quali: camminare, salire o scendere una scala, lavarsi e perfino rimuovere possibili ostacoli durante il percorso. Il soggetto tende a mettersi seduto sul letto e compiete atti ripetitivi, quindi nei casi più cronici si alza, si veste, apre le porte, compie attività fisiologiche mentre “vegetativamente” è in preda a fenomeni quali la tachicardia (molto diffusa nel sonnambulo).
Le parasonnie
Il soggetto cerca di difendersi da un aggressore immaginario, che “vede” nel sogno. Sferra una sberla, o un pugno. Ma chi gli dorme accanto non rischia il massacro. Le parasonnie, perché non esiste solo un tipo di parasonnia, sono dei disturbi del sonno caratterizzati da comportamenti motori. Il soggetto si muove, ma può anche emettere vocalizzazioni. Modificazioni del sistema nervoso vegetativo possono poi creare tachicardia o tach-ipnea, ovvero un sensibile aumento del ritmo respiratorio rispetto alla norma. Si possono distinguere due grosse famiglie di parasonnie: quelle legate al sonno non-rem, e quelle legate al sonno rem. Tra le prime, c’è il sonnambulismo.
Le parasonnie in sonno rem
Sono caratterizzate da movimenti oculari rapidi e da un’attività onirica bizzarra. Si possono verificare episodi legati a sogni terrifici: il soggetto ha degli incubi che lo risvegliano. A questa famiglia appartiene anche “il disturbo comportamentale in sonno rem” che, a differenza del sonnambulismo, presente soprattutto nel bambino, si manifesta in età adulta, dopo i 50, 55 anni. In questo caso si sogna qualcosa che ha un contenuto di aggressività: il soggetto deve difendersi o attaccare per difendersi. Se durante il sonno, in condizioni normali, non ci si muove a causa di atonia muscolare, chi soffre di disturbo comportamentale in sonno rem ha un’attivazione muscolare e, mentre vive il sogno, può scagliare un pugno o un calcio. Molte parasonnie hanno una forte componente ereditaria e diversi studi testimoniano che molte psicopatologie, ad esempio la sindrome da personalità multipla, si manifestano anche nel sonno, ma in modo diverso da quello in stato di veglia.
Sleep-eating e sleep-sex
Esistono dei disturbi, correlati al sonnambulismo, definiti in inglese sleep-eating e sleep-sex, dove cibo e sesso diventano delle vere e proprie ossessioni notturne. Nello sleep-eating avviene una sorta di risveglio improvviso dove la persona si alza e mangia voracemente, anche sostanze non commestibili, poi torna a dormire e al risveglio non ricorda nulla dell’accaduto. Non esiste alcun legame, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, con i disturbi dell’alimentazione, per esempio anoressia e bulimia, e non ha corrispettivi diurni, poiché chi ne soffre ha di giorno un rapporto normale con il cibo. E’ come se in una fase di risveglio incompleto cedesse all’istinto primario di mangiare. Lo stesso meccanismo sottostà all’altro disturbo, lo sleep-sex, che però ha spesso delle implicazioni giudiziarie e penali per le sue conseguenze. Chi ne soffre si sveglia di colpo e mette in atto comportamenti sessuali, spesso violenti, senza ricordare nulla al mattino. Esistono altri fenomeni legati alla sfera del sonno quali l’aggressività notturna(quando i movimenti del corpo eseguono quello che si sta sognando, spesso a contenuto di aggressione-difesa), le allucinazioni ipnopompiche, che si verificano al risveglio in forma visiva o uditiva, o la paralisi del sonno (quando al risveglio, quindi in uno stato di piena coscienza, i muscoli sono completamente atonici, assenti per qualche secondo e può di conseguenza verificarsi un attacco di panico).
Quanto dura il sonnambuslimo nella notte?
Il fenomeno tende a durare svariati minuti e sono molteplici le conseguenze se si tentasse di svegliare un soggetto sonnambulo: da nessun risveglio immediato oppure un risveglio con confusione mentale ad atti gravissimi quali cadute improvvise, rotture di vetri e perfino tentativi di omicidio. Il sonnambulo riesce a provare un senso di libertà, o il voler fuggire da qualcosa o da qualcuno.
L’amnesia
E’ certo che il grado di amnesia conseguente al risveglio è rapportato all’aggressività del soggetto colpito e alla violenza dell’attività fisica a cui è sottoposto.
Quali le precauzioni
Il trattamento principale è basato su attività precauzionali. Dalla stanza dove risiede la persona affetta, devono essere rimossi gli oggetti pericolosi. Il letto, se possibile, deve essere collocato a pian terreno onde evitare cadute nel vuoto. Le finestre devono essere chiuse a chiave per evitare la rottura dei vetri con conseguenti rischi per l’incolumità del sonnambulo. In alcuni casi è consigliabile anche mettere un sistema di allarme che avvisi l’inizio di una possibile crisi di sonnambulismo.
La scienza e la ricerca
“I pazienti affetti da questo problema vengono registrati durante la notte attraverso degli elettrodi che misurano l’attività celebrale e del corpo, poi ripresi da una videocamera. La tecnica in linguaggio scientifico si chiama video-polisonnografia. Gli elettrodi registrano oltre all’attività celebrale la sudorazione, i movimenti del corpo. “Il sonnambulismo è molto frequente nei ragazzi dai 6 ai 14 anni. Di solito questi ragazzi hanno un’eredità di una persona in famiglia, ma in genere nell’età adulta il problema svanisce. I ragazzi presentano i sintomi durante il sonno profondo e in genere quando si svegliano non ricordano nulla, se non di avere avvertito presenze angoscianti. Quando il problema compare in età avanzata la dinamica è diversa. Il sonnambulismo si manifesta, come già sottolineato, durante la fase Rem del sonno, cioè almeno ad un’ora circa da quando il paziente si addormenta per ricorrere ciclicamente durante la notte. Ma è durante le prime ore del mattino che il sonno diventa agitato e violento. Di solito sono pazienti di sesso maschile, anche anziani ,che tendono ad avere comportamenti aggressivi nei confronti del partner. In altri casi i comportamenti aggressivi sono rivolti in termini autolesionisti.
Sonnambulismo e adolescenza: perché si manifesta?
Non si conosce esattamente il motivo. E’ una predisposizione genetica. E’ più frequente nei bambini si pensa perché in loro non è ancora matura la capacità di controllare i movimenti del proprio corpo durante il sonno. Epilessia e parassonia sono due patologie che causano confusione mentale, ma molto raramente provocano comportamenti aggressivi e quasi mai violenti.
Sonnambulismo ed età adulta
Le parasonnie provocano nel malato un risveglio confusionale, si muove e cammina ma non con completa coscienza, esegue azioni apparentemente normali. Il suo comportamento è sbagliato, impreciso. Esce di casa, guida e magari passa con il rosso, poi può non ricordare il fatto. Esegue degli automatismi. Quindi in questo stato una persona normale potrebbe compiere un’azione violenta. Esiste chiaramente una differenza tra un’aggressione ed uccidere.
Negli stati Uniti: quando ci si trova di fronte ad un delitto inspiegabile avvenuto di notte oppure all’ alba, tra le varie ipotesi si considerano i disturbi del sonno.
La videopolisonnografia
Sempre negli Stati Uniti esiste un laboratorio in cui i pazienti dormono sotto osservazione, spiati da telecamere a raggi infrarossi, collegati a macchine che analizzano i movimenti cerebrali, cardiaci e respiratori (si chiama, “videopolisonnografia”). Esistono infatti comportamenti anomali durante i sogni, nella cosiddetta “fase rem”, oltre ai risvegli confusionali (si chiama “sindrome di Elpenore” e già la narrò Omero nell’ Odissea) durante il sonno profondo.
I sintomi
- Occhi aperti durante il sonno;
- Sguardo attento come se la persona sta veramente guardando;
- Possibilità di sedersi e sembrare svegli durante il sonno;
- Camminare durante il sonno;
- Altre attività di qualsiasi tipo durante il sonno;
- Non ricordarsi l’episodio al risveglio;
- Confusione e disorientamento al risveglio;
- Dire cose senza senso durante il sonno.
La diagnosi di sonnambulismo
Oltre a valutare personalità, malattie, farmaci assunti, i passaggi necessari sono:
- Storia familiare e personale;
- Spesso il disturbo compare nella storia familiare, ma soprattutto si è sonnambuli fin da piccolo.
- E’ raro che il problema compaia per la prima volta da adulti.
La polisonnografia
Difficile aver la fortuna di registrare un episodio proprio nella notte in cui si è sotto controllo (nei casi più seri gli attacchi arrivano in media 4 volte al mese, di norma sono ben più sporadici), ma le caratteristiche del sonno possono indicare che qualcosa non va.
Registrazioni video
Basta una telecamera nella stanza del sonnambulo: guardando come si comporta, gli esperti capiscono se c’è un sonnambulismo e le sue caratteristiche.
Sexsomnia
La sexsomnia è un vero e proprio disturbo che è stato riconosciuto dai medici e valutato come raro. Come dice il nome stesso è molto simile al sonnambulismo, ma ovviamente contiene una particolarità in più, ovvero quella del sesso. Ciò significa che durante la fase del sonno si possono compiere atti sessuali senza però rendersene conto e soprattutto senza avere poi ricordi in merito il giorno seguente. Andando oltre all’autoerotismo nella continua e compulsiva ricerca del piacere, questo disturbo non ha una cura e ha delle ripercussioni anche nella vita privata.
Criminologia e vittimologia del sonnambulismo
Sentenza choc nel Galles: assolto l’omicida sonnambulo. Chi uccide la propria moglie in preda a un “raptus di sonnambulismo” non è imputabile. Lo ha stabilito una corte del tribunale di Swansea, in Galles, che ha assolto lo “strangolatore dei sogni” Brian Thomas, 59 anni. L’uomo aveva ucciso la compagna Christine, 57 anni, perché affetto da una malattia del sonno. Secondo quanto ricostruito dai giudici, quando ha aggredito la donna stava sognando di difendersi da due intrusi entrati nel suo camper. Thomas aveva ammesso di aver ucciso lo scorso anno la moglie nel camper dove dormivano a Aberporth, nella regione gallese del Ceredigion. Assolvendolo, il magistrato ha definito Thomas “un uomo dignitoso e un marito devoto”. Erano sposati da 40 anni. Era stato lo stesso Brian ad avvertire la polizia poco prima delle quattro del mattino. La malattia di cui soffre l’uomo si chiama automatismo: una persona perde completamente il controllo di quel che fa il proprio corpo. Affetto anche da una grave forma di sonnambulismo, normalmente Brian prendeva degli antidepressivi per controllare l’automatismo, ma in quell’occasione aveva interrotto la cura per avere rapporti intimi con sua moglie: le pillole gli provocavano impotenza. Già in stato di disagio a causa della mancanza delle medicine, la sua tensione era salita perchè alcuni ragazzi facevano un gran fracasso con le moto nel parcheggio dove si trovavano con il camper, dopo che la coppia era andata a letto.
Una donna spagnola di 44 anni, due ore dopo essersi addormentata, si è alzata dal letto. Si è diretta nel suo salone dove ha acceso il computer, attivato la connessione internet, collegata alla sua casella e-mail digitando correttamente username e password. Infine ha scritto tre messaggi di posta elettronica, in parte difficili da decifrare e in parte perfettamente comprensibili. La cosa assurda è che tutto questo è avvenuto in uno stato di totale sonnambulismo. Il giorno dopo, quando la donna ha ricevuto la telefonata di uno dei destinatari delle mail, che voleva qualche spiegazione in merito, lei non ricordava più niente. Un comportamento in linea con le manifestazioni tradizionali del sonnambulismo: chi ne soffre, non è mai in grado di ricordare quello che ha fatto mentre dormiva. Secondo il rapporto dei neurologi, dal punto di vista medico è una novità assoluta: “Un comportamento complesso – viene fatto notare – che richiede una serie di movimenti coordinati, mai registrati fin d’ora nei pazienti che soffrono di sonnambulismo”. A questo punto i medici attendono di registrare episodi analoghi, per poter iniziare ad elaborare una casistica scientificamente attendibile.








