Medici e chimici ISDE a confronto su inquinamento e danni per la salute
“Per l’ambiente gli uomini sono responsabili, i medici lo sono due volte” è un concetto che tutti i medici dovrebbero avere ben chiaro e che l‘art. 5 “Educazione alla salute e rapporti con l’ambiente” del nostro nuovo Codice di Deontologia Medica traduce in questi termini: “Il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini. A tal fine il medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all’utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile. Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva”.
ISDE è un coordinamento internazionale di medici, biologi, chimici e altri esperti presente in oltre 30 paesi. Nel sito di ISDE Italia ( www.isde.it ) è possibile leggere queste parole: “L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente ISDE Italia è nata per stimolare l’impegno dei medici per la salvaguardia dell’ambiente sia in quanto medici che abitanti della terra. Dal momento che i rischi per la salute sono inequivocabilmente legati al degrado ambientale e agli stili di vita, i medici devono orientare il loro ruolo professionale e civile per promuovere la salute anche attraverso scelte di tutela ambientale; oggi infatti, l’inquinamento dell’ambiente di vita e di lavoro è sempre più spesso causa o motivo di aggravamento di numerose patologie”. ISDE Italia e la FNOMCeO (Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) hanno stipulato un documento di intesa volto alla tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre (www.fnomceo.it). L’Ordine dei medici di Palermo condividendo gli obiettivi di formazione e informazione propri di ISDE, ha dimostrato l’interesse istituzionale per la salute individuale e dell’ambiente organizzando, tanto nel gennaio del 2009 che nel febbraio del 2010, due importanti giornate di aggiornamento professionale. In tali occasioni, che hanno visto una massiccia partecipazione di pediatri, epidemiologi, oncologi e altri medici e biologi preoccupati dal degrado ambientale della nostra città, inquinata oltre misura da benzene, metalli pesanti e polveri sottili si sono confrontati alcuni esperti nel settore. Il seminario del 19 febbraio, organizzato dal Presidente dell’Ordine su richiesta di alcuni medici e soci ISDE, verteva essenzialmente sul problema dell’incenerimento dei rifiuti, oggetto di controversie anche politiche negli ultimi mesi, visto da molti medici e cittadini comuni come una modalità inutile e dannosa di gestione dei rifiuti urbani. Al seminario sono intervenuti: la dott.ssa Gabriella Filippazzo, epidemiologa e Direttore sanitario di presidio A.O. Cervello di Palermo, il dott. Paolo Lauriola della Direzione Tecnica ARPA Modena, il dott. Gioacchino Genchi, dirigenet chimico dell’Assessorato Regione Ambiente e Territorio, il dott. Ernesto Burgio, Coordinatore del Comitato Scientifico di ISDE Italia, che hanno documentato su un piano tecnico-scientifico i danni per l’ambiente e per la salute causato dall’incenerimento dei rifiuti, soffermandosi particolarmente sul problema emergente delle alterazioni epigenetiche e genetiche legate agli inquinanti atmosferici che entrano nella catena alimentare e sul possibile incremento di malattie cardiorespiratorie, neuro-degenerative e neoplastiche legate essenzialmente all’inevitabile, ulteriore incremento di inquinanti atmosferici (metalli pesanti e particolato ultrafine, che non viene neppure rilevato dalle centraline in uso nella nostra e nelle altre città italiane adibite solo alla rilevazione delle cosiddette polveri PM10, notoriamente meno pericolose). Particolare attenzione è stata riservata al problema dell’incremento in tutt’Europa, ma soprattutto in Italia, dei tumori infantili, sempre più chiaramente legate all’inquinamento atmosferico e della catena alimentare e alla conseguente esposizione transplacentare e transgenerazionale del feto.
Il Presidente dell’Ordine Prof. Salvatore Amato, che ha aperto e concluso l’incontro, alla mia richiesta (in veste di moderatrice dell’incontro insieme al referente ISDE per l’Ordine Pino Montalbano) di divulgare i dati presentati dai relatori ha promesso di attivarsi in tal senso nell’interesse della salute pubblica e ha chiesto ai relatori di depositare presso l’Ordine il materiale proiettato. Esprimo profonda gratitudine al Presidente dell’Ordine di Palermo!
Gabriella Pravatà, dermatologa, agopuntrice,socia ISDE Italia (Associazione di Medici per l’Ambiente) sezione Palermo (http://isdepalermo.ning.com/), presidente Centro studi di medicina integrata (CeSMI), Palermo www.cesmipalermo.com e-mail gravata@cesmipalermo.com








