La storia di Karol
Karol è un uomo di quasi sessant’anni. Inquietante la sua storia. In una piccola cittadina della Cecoslovacchia, dove è nato, ha subito un incidente automobilistico. Con il denaro percepito dalla sua assicurazione ha deciso di comprare un camper e partire per conoscere l’Europa. L’abuso di alcol ha fatto di lui un etilista cronico. In Italia, rimasto privo di mezzi di sostentamento ha lasciato il camper alla sua donna e ha iniziato una vita da vagabondo. Raccattato in strada privo di sensi, gli infermieri del 118, nelle manovre di discesa della lettiga, lo hanno scaraventato a terra causandogli la frattura di entrambi gli arti inferiori. Mal operato, a Palermo, Karol è rimasto praticamente paralizzato su una sedia a rotelle. Da più di tre anni, da quando lo conosco, ha subito numerosi ricoveri. Qualche tempo fa per qualche mese è stato ospitato da Biagio Conte. Con affetto e determinazione gli amici della missione sono riusciti a tenerlo a freno, a curarlo, a sanare le ferite di quelle povere gambe elefantiache aggredite dai vermi della putrefazione. Quando gli è stata restituita la sedia a rotelle, in strada ha ripreso a bere ed è stato costretto a lasciare la missione. Un nuovo posto per la colletta, senza neppure la possibilità di accesso a un bagno pubblico, come un animale ferito Karol è rimasto per giorni e giorni a defecare e a urinare nelle sue carni. Alcuni amici, giorno 26 febbraio lo hanno portato alla Caritas e ripulito dai suoi escrementi. Visitato dal medico della Missione e imbarcato su una autoambulanza è stato condotto al Policlinico, da dove lo hanno dimesso la stessa sera con il consiglio di consultare il proprio medico curante e riportato sulla strada dove lo hanno abbandonato, privo di sedia a rotelle, e coperte. Sabato 28 febbraio alcune persone che lavorano in un bar di via Maqueda hanno chiamato i carabinieri e il 118 denunciando l’accaduto. Abbiamo impiegato due giorni per avere sue notizie e il reparto dove attualmente si trova. L’episodio terrificante mi ha riportato a tanti anni fa quando facevo il tirocinio in un reparto del Civico. Giovane e inesperta e passionale ero rimasta sconvolta alla vista di un malato ricoverato per epatite virale fulminante che giaceva sul suo lettino senza che nessuno si preoccupasse di cambiare le lenzuola intrise di urina e feci. Un poveretto solo e abbandonato, senza famiglia, in fase terminale. Possibile che non ci debbano essere soluzioni a problemi così gravi come la povertà? Quella di Karol è stata una scelta precisa di vivere una vita libera. Di lasciare il suo paese. Ma non certo una sua colpa di ritrovarsi su una sedia a rotelle. Possibile che si possa permettere ad un uomo di vivere su una sedia a rotelle in strada? Condizioni di disagio estremo consentono alla mente umana di perdersi, di perdere la ragione, fino ad arrivare a situazioni disumane. Credo che con l’aiuto di tutti sia possibile che tali fatti raccapriccianti possano e debbano non ripetersi più. Il Movimento Per Palermo si sta adoperando per trovare soluzioni. Ha iniziato la battaglia per ottenere la residenza virtuale, sta cercando di creare un Centro di Accoglienza e Ascolto in cui vengano inseriti medici internisti e specialisti, assistenti sociali, avvocati. Un Centro che raccolga viveri e alimenti destinati agli ultimi e alle famiglie bisognose. Un Drop-in che abbia la funzione dei Centri degli alcolisti anonimi esistenti nelle altre città italiane, europee e americane. Un posto dove agli stranieri possa essere insegnato l’italiano. Dove italiani e stranieri possano rivolgersi per trovare un piccolo lavoro, una sistemazione. Ma non solo, il centro dovrà essere aperto a tutti ma con tutti si dovrà creare un clima di amore e rispetto reciproco. Un amico, qualche tempo fa ha giustamente obiettato che è difficile creare un Centro di eccellenza. L’eccellenza, per me, non riguarda il prestigio dei locali, mobili di gran fattura , un lettino medico d’avanguardia – gli ho risposto – ma la qualità dei servizi resi con la passione e l’amore con cui dovranno essere trattati i nostri amici, bianchi, neri, gialli, senza distinzioni di razze, culture e religioni. Un centro di gioia e fratellanza. Eccellenza in professionalità e amore. Il terzo obiettivo del Movimento Per Palermo è quello di contattare l’azienda sanitaria palermitana per istituire una unità mobile, come un camper, che con professionisti specializzati possa sanare i problemi di un uomo come Karol, problemi incompatibili e irrisolvibili dai volontari di strada delle Comunità esistenti. Il grande sogno è la realizzazione dell’albergo notturno che dia la possibilità ai senza di tetto di dormire, lavarsi e fare colazione. Sgravare il peso che da anni si è assunto Biagio Conte con la sua infinita disponibilità e bontà. Aiutarlo nella creazione della sua Clinica Medica, negli spazi che dispone. Creare una fitta rete di collaborazione basata sulla disponibilità di tutti coloro, volontari liberi, movimenti e associazioni che si occupano con grande amore dei più poveri. Perché Eccellenza significa Amore, con le lettere maiuscole. Coloro che volessero dedicare un’ora, due ore a settimana della propria vita ai poveri, liberi, pensionati, casalinghe, specialisti medici, psicologi, psichiatri, assistenti sociali, avvocati, studenti, possono contattarmi tramite la mia email: marina.scardavi@libero.it (Responsabile del Circolo tematico Povertà e Assistenza sociale). Perché nella nostra amata città l’episodio di Karol non debba più ripetersi.








