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Una opportunità culturale: la biblioteca francescana di Palermo

Ne parliamo con il professor Diego Ciccarelli, Direttore della Biblioteca Francescana di Palermo.

Quando nasce la biblioteca e dove è ubicata?

Nel settembre del 1978 veniva trasferita nei locali adiacenti la monumentale Basilica di San Francesco d’Assisi in Palermo la Biblioteca Provinciale dei Francescani Conventuali di Sicilia, fino ad allora ubicata presso la parrocchia del S. Cuore in Piazza Noce. Qui negli anni ’30 si erano raccolti i volumi destinati al Seminario teologico, quelli appartenuti allo storico padre Luigi Palomes e al fratello, Antonio, ad altri studiosi francescani (padre Domenico Sparacio, padre Giuseppe Abate…). Questo fondo venne fuso con i libri esistenti presso la stessa Basilica di S. Francesco di Palermo e con quelli di altre comunità conventuali della Sicilia (Catania, Comiso, Marineo, Montevago, Ragusa, Trapani, Vizzini). Nasceva in tal modo la Biblioteca Francescana, chiamata subito a misurarsi con enormi problemi di riordinamento, di restauro, di catalogazione. Ai fondi di provenienza si aggiungevano presto la biblioteca personale dello scrittore Giuseppe Ganci Battaglia, molti volumi di Ignazio Gattuso e altri dovuti a donazioni ed acquisti per aggiornare una raccolta libraria ferma da vari decenni.

Da quanti libri è costituita e quale tipologia di libri i fruitori possono trovare da consultare?

I volumi a stampa sono complessivamente oltre 40.000. Parecchi, specialmente quelli stampati nei secoli XVI, XVII, XVIII hanno pregevoli incisioni. Anche se non può vantare una continuità reale con le grandi biblioteche, fiorenti in Sicilia accanto agli «studia» francescani, soppresse nel 1866 insieme alle istituzioni religiose cui appartenevano, la Biblioteca Francescana, per la sua connotazione regionale offre una chiave di lettura per la storia culturale della Sicilia
A norma degli statuti della Provincia di Sicilia O.F.M.Conv. essa svolge il compito di «Biblioteca Provinciale, la quale accoglierà specialmente i libri e i manoscritti riguardanti la storia dell’Ordine e della Provincia, la storia e la cultura siciliana, la spiritualità francescana. In essa inoltre saranno custoditi i libri di valore che non possono avere una collocazione conveniente nelle biblioteche dei conventi e le pubblicazioni dei nostri religiosi» (art. 27, b).
Accanto a questa sua prevalente specializzazione francescana e siciliana, la biblioteca dispone di un cospicuo numero di sussidi teologici, filosofici, letterari, storici e di una emeroteca specializzata. La catalogazione dei fondi librari è curata secondo i più rigoroso criteri scientifici da personale specializzato o incaricato a tale compito dalla Regione Siciliana.
Il settore manoscritti comprende: un frammento di messale in scrittura beneventina, alcuni documenti riguardanti la storia e l’arte della Sicilia o il francescanesimo, opere ed appunti di Antonio Palomes (tra questi gli acquerelli di Enrico Cavallaro e Rocco Lentini per una storia di carnevale scritta dal predetto), composizioni musicali dei musicisti padre Domenico Nicosia e padre Antonio Matera, schizzi e appunti del pittore padre Antonio Cianci, studi e ricerche di monsignore Filippo Meli, al quale appartenevano alcuni mss. ora posseduti dalla Biblioteca Francescana, tra i quali il diario del miniaturista Santo Gigante.
A questi bisogna aggiungere una decina di corali dei secoli XVI-XVII con lettere ornate. Oltre ad alcuni incunaboli, la biblioteca vanta un centinaio di cinquecentine.
Recentemente è stato donato l’archivio Naselli Flores e Guasconi che comprende un centinaio di volumi manoscritti dei secoli XVI, XX: l’importante fondo non riguarda solamente le due illustri famiglie, ma anche i rapporti tra la nobiltà siciliana dei secoli predetti come chiarisce l’apposita pubblicazione curata da C. Miceli e M.D. Valenza.

La Biblioteca promuove delle attività culturali?

La sua funzione non è quella di una struttura statica di conservazione delle memorie del passato, perciò fin dalla sua fondazione ha svolto attività culturale tramite l’Associazione Culturale Amici della Biblioteca Francescana e in collaborazione con l’Officina di Studi Medievali. La biblioteca organizzato parecchie mostre di manoscritti e opere stampa, come la recente esposizione intitolata Nova et vetera. Dagli antichi amanuensi ai moderni calligrafi. Ha curato parecchie pubblicazioni nella collana Ercta della Provincia Regionale di Palermo e nella “Franciscana” che in genere raccoglie gli atti dei convegni su “Francescanesimo e cultura in Sicilia” tenuti con scadenza annuale nelle singole province della Sicilia. Nella biblioteca opera il gruppo di ricerche paleografiche Vivarium composto da laureati in Paleografia e diplomatica, impegnati in pubblicazioni specifiche. Nella stessa biblioteca si tiene annualmente il laboratorio di paleografia e diplomatica riservato ai laureati in Lettere.

Quali sono le modalità di accesso alla biblioteca e in quali giorni è fruibile?

La sede è in Via del Parlamento, 32 Palermo, come già detto, nei locali adiacenti la monumentale Basilica di San Francesco d’Assisi, l’ apertura al pubblico è dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, è sufficiente suonare e personale professionalmente qualificato sarà pronto ad accogliere lo studioso che intende avvalersi della Biblioteca.