Medicina

I paradossi dell’alimentazione

Leoluca Criscione, ricercatore biomedico, con il saggio “Mangiare sano e morire grassi” (Edizioni Vitasanas), scritto a  quattro mani con  la studiosa dell’alimentazione Marion Durr-Gross, sfata quello che ritiene un luogo comune fuorviante: che i cibi genuini (dieta mediterranea, biologici ecc…) costiuiscano un antidoto per la  prevenzione e la cura di  una patologia oggi purtroppo molto diffusa come l’obesità.

“L’obesità – afferma – non è solo un problema estetico ma un importante fattore di rischio per l’insorgenza di altre malattie: diabete, cancro, ipertensione, infarti e così via. Particolarmente drammatico è poi il fenomeno dei bambini obesi, sicuramente candidati a diventare diabetici precoci”.

Chiedo al professor Criscione come si può contrastare questa tendenza nefasta verso il sovrappeso che poi si trasforma in obesità.

Non certo con le medicine. Per quasi dieci anni ho coordinato presso una grande società farmaceutica svizzera un gruppo per una ricerca finalizzata alla scoperta di una pillola “miracolosa” che aiutasse a dimagrire. Alla fine riuscimmo a scoprire e a descrivere il recettore del cosiddetto neuropeptide Y,uno degli ormoni più potenti ed efficaci che il nostro organismo produce per stimolare l’appetito.

A che cosa portò questa scoperta?

Quando nel 1996 pubblicammo l’esito dei nostri studi sulla rivista Nature, la comunità scientifica internazionale ne prese atto e le più importanti ditte farmaceutiche si misero in moto sino a quando trovarono la pillola “miracolosa” per bloccare l’appetito (Gerard 1996). Ma alla fine si rivelò tutto inutile.

Perchè?

Dopo qualche tempo ci rendemmo conto che pur avendo identificato il potenziale medicinale capace di inibire l’appetito, questo effetto all’atto pratico veniva neutralizzato dall’organismo stesso, che riproduceva altri ormoni simili, mentre restavano gravi e intollerabili gli effetti collaterali.

Come si può combattere quindi l’obesità o, più semplicemente, il sovrappeso?

L’appetito può essere regolato solo con un atto di volontà, facendo riferimento al fabbisogno calorico specifico del soggetto. Non esistono ricette miracolose. Il metabolismo basale, determinato da vari elementi (età, sesso, massa muscolare, fattori genetici ecc…) varia da individuo a individuo e oggi può essere misurato in maniera esatta con un apposito strumento.

Cosa avviene in pratica nel nostro corpo?

Avviene che per mantenere la temperatura corporea, anche se non viene svolta alcuna attività fisica, debbono essere bruciate un certo numero di calorie. Se le calorie bruciate non sono bilanciate, se cioè sono inferiori a quelle assunte attraverso il cibo, le calorie in esubero vanno a depositarsi sotto forma di grasso nei tessuti. Quindi è chiaro che per smaltire il grassso superfluo occorre diminuire le calorie di cui il nostro corpo ha bisogno.

Mi sembra tutto molto semplice.

Ma la dietologia è una scienza esatta. Tutto è calcolabile. Se io non pongo rimedio al bilanciamento delle calorie, il processo di appesantimento del mio fisico aumenterà in maniera esponenziale.

Dal titolo del libro sembrerebbe che ci sia una sorta di prevenzione nei confronti del mangiar sano.

Naturalmente anche a me piacciono i cibi genuini. Volevo semplicemente mettere in guardia dalle false equazioni mangiar sano = maggiore probabilità di non ingrassare, mangiare sofisticato = minore probabilità di ottenere lo stesso risultato. Questo non è assolutamente vero: il contenuto calorico dei cibi è lo stesso. Tutto dipende esclusivamente dalla quantità di quello che mangiamo, a prescindere dal tipo di alimentazione. E’ banale, ma è così.