Turismo

Casalecchio e Calzavecchio

Bene, il concerto dei Green Day, gruppo di giovani musicisti americani adottati dal Regno Unito e famoso nel pianeta, si terrà a Casalecchio sul Reno, vicino Bologna, a metà novembre. Non che me ne freghi molto, ma a mia figlia, sedicenne, piacciono, ed a mia moglie pure. Inizia una lunga e complessa trattativa. Sono un uomo fortunato, pure è incredibile la capacità, in perfetta (o quasi) buona fede, da parte di due donne di farti sentire contemporaneamente indispensabile ed in colpa. Mi illudo che il risultato sia un pareggio. Partiamo in tre, il concerto lo vedono in due.

Con la collaudata e preziosa  assistenza di Cinzia Canino, della Pietro Barbaro spa, decolliamo per Bologna e giungiamo serenamente a Casalecchio, presso l’Hotel Calzavecchio, in via Calzavecchio 1, anche Centro Congressi e Ristorante.

Siamo accolti dal gestore Roberto Castro, cortesissimo. Presto scopriamo che è bergamasco, e che nutre simpatia evidente per i siciliani. Che mostra interamente quando, per un disguido, non giunge l’auto blue prenotata per consentire il rientro in albergo delle mie donne dal Futurshow Station, dopo il concerto. Roberto risolve il problema, mentre mi rassicura comunque che, diversamente, mi avrebbe accompagnato lui stesso con la sua auto all’eventuale recupero. E francamente non è che lo avrebbero fatto –  a notte fonda –  molti. Un signore.

Restiamo a Casalecchio un altro giorno, splendido. Passeggiando per viali del tempo che fu. Colpiti dal senso sociale della gente, tra raccolte di fondi per i cassaintegrati alla festa del Patrono ed i prestiti per l’acquisto di generi alimentari alla Coop. L’offerta commerciale maggiore è quella alimentare. In una infinità di cosciotti, insaccati e paste di ogni tipo. Una gioia per gli occhi ed il palato. Esaltati dai mercatini della festa, ma anche dalla bella natura verde che ancora circonda il paese, con un fiume, il Reno, che è ancora tale.

Lasciamo con qualche nostalgia Casalecchio e l’Hotel Calzavecchio del buon Roberto, che offre oltre alla cortesia, una posizione centrale e ragionevolissime tariffe.

Adesso dobbiamo dare qualche notizia. Lungo tutto l’800 Casalecchio – allora lontano da Bologna, adesso assai vicino – era il luogo ideale di villeggiatura dei bolognesi, che vi si recavano dapprima in carrozza, quindi in ferrovia. Il Calzavecchio prende il nome da Antonio Calza, mezzadro dei marchesi Sampieri, sul cui terreno si trovava un’osteria.

Nel lunedì di Pasqua si faceva bruciare il vecchio, un pupazzo simboleggiante l’inverno, per salutare l’arrivo della primavera.

Una curiosità: le nobili tagliatelle ai funghi gustate a Casalecchio, hanno esattamente la stessa ricetta di quelle apprezzate in Sicilia, sulle Madonie. Unica differenza è che le tagliatelle bolognesi sono all’uovo. Per il resto tutto è meravigliosamente identico. Viva l’Italia unita.