Religione

La Fede Baha’ì

Una delle sedi mondiali Bahà'i

Una delle sedi mondiali Bahà'i

Palermo. Fondata oltre un secolo e mezzo fa, la Fede Bahá’í si è diffusa in tutto il globo. È una religione monoteistica, autonoma e autarchica, nata in Iran durante la metà del XIX secolo, i cui membri seguono gli insegnamenti di Bahá’u'lláh (1817-1892), il fondatore. Buddha, Abramo, Mosè, Gesù sono le Manifestazioni di Dio che hanno sacrificato la propria esistenza, per guidare l’umanità nella sua crescita, e i Bahá’í ritengono che Bahá’u’lláh sia la Manifestazione per questa epoca. La fede Bahá’í oggi è presente in tutti i paesi del mondo, e in Italia in circa 350 località. La comunità di Palermo si riunisce nella sede di via Sammartino, 122, e uomini, donne di tutte le razze e etnie, provenienti da tutti gli strati della società, da diversi ambiti culturali, testimoniano la forza spirituale, ma soprattutto sociale, del messaggio del Fondatore di questa fede. “ Alcuni lo chiamano Profeta, altri Messia, ma in ogni epoca Dio manda un messaggio attraverso una persona che lui ha predestinato. Dio quando vede che l’uomo si allontana da lui invia sulla terra una nuova rivelazione. Questo personaggio riflette gli attributi e la Sua perfezione”, spiega Gerry Bagley. Le Manifestazioni dunque, sono come specchi perfetti che riflettono la luce del creatore in tutto il suo splendore, e gli insegnamenti di Bahá’u’lláh, in perfetta armonia con quelli dei messaggeri precedenti, sono adatti alle condizioni dell’umanità di oggi. La rivelazione è progressiva ed è come se tutte le religioni passate costituissero la storia delle religioni recenti. D’altronde ogni credo ha due parti: una spirituale e una sociale. La parte sociale progredisce, la spirituale invece si ripete: basta confrontare il Corano e il Vecchio Testamento, per rendersi conto di quanto sia difficile stabilire quale sia la fonte. Proprio per questo, i Bahá’í considerano sacri tutti i testi rivelati. “Le religioni vanno in armonia, dal punto di vista Bahá’í ad esempio, Adamo rappresenta la prima manifestazione della perfezione umana.
Il primo uomo completo. Tutti i test rivelati da Bahá’u’lláh  sono considerati sacri. Semplicemente quelli delle altre religioni non sono più adeguati ai nostri giorni”, afferma Paolo Vizzini. Il messaggio essenziale di Bahá’u’lláh resta comunque quello dell’unità: c’è un unico Dio inconoscibile che, si manifesta progressivamente attraverso i suoi messaggeri agli uomini, figli dello stesso creatore. Lo scopo della fede infatti è proprio l’unificazione dell’umanità, l’aggregazione delle radici del genere umano: uomini e donne.
“Uno dei principi fondamentali della nostra fede è l’uguaglianza assoluta tra i due sessi. La donna è giusto che abbia voce in capitolo, perché in quanto madre avrà l’arduo computo di educare il proprio figlio”, dice Sveva Tagliavia.

Alcuni responsabili della Comunità Bahà'i di Palermo

Alcuni responsabili della Comunità Bahà'i di Palermo


Così la parità di opportunità tra uomini e donne sembra essere raggiunta anche in campo religioso. Le donne stanno emergendo, e il loro contributo è un valido supporto per la società.  “L’universo femminile ha in sé i connotati della serenità. E’ impossibile che una madre desideri un conflitto, perché non manderebbe mai un figlio in guerra”, continua Sveva. Unicità di Dio e dei suoi Profeti, parità dei sessi, integrazione razziale, eliminazione di qualsiasi forma di pregiudizio religioso, sociale, principi che hanno letteralmente scombussolato il mondo iraniano.  Tutte le rivelazioni sono state difficili da accettare, e l’umanità non impara dagli errori passati. Fino ad oggi infatti in Iran sono stati martirizzati 20 mila Bahá’í. “ La nostra  religione è stata una novità, perché ha voluto liberare la gente dall’ignoranza. Tutto ciò sta scomodo a chi vuole il potere – confessa una giovane iraniana membro anche lei della comunità Bahá’í – Io sono nata e cresciuta in Iran, ma a diciotto anni sono stata costretta a lasciare la mia terra per continuare gli studi. Il governo non permette di frequentare l’università. Chi sta al potere si è reso conto che sarebbe difficile governare gente intelligente.” Ma uno dei comandamenti di Bahá’u’lláh è proprio l’obbligo di educare i bambini, sforzarsi in tutti i modi possibili di educare entrambi i sessi, maschi e femmine, perché l’ignoranza è biasimevole in ogni caso. E’ importante che i piccoli imparino le virtù, che i giovani imparino a vivere, che acquisiscano il potere di prendere le proprie decisioni.
Nella fede Bahá’í, a differenza di altre, non esiste il clero e non si praticano culti o liturgie particolari. L’Assemblea Spirituale è formata da rappresentanti eletti tra i membri della comunità che hanno già compiuto 21 anni, e la comunità si riunisce il primo giorno di ogni mese. L’incontro si divide in una parte amministrativa, una spirituale dedicata alla preghiera e una conviviale. “ Possiamo pregare in  qualsiasi luogo – spiega Carlo Giordano-  Perché Dio è ovunque . Ci sono ad esempio luoghi in cui non esiste una sede ufficiale, e i fedeli si riuniscono per pregare in casa. Esiste però almeno un tempio Bahá’í in ogni continente. Quello europeo si trova a Francoforte.”
La preghiera unisce i fedeli, consola chi crede che la sofferenza sia un modo per avvicinarsi a Dio. “Bisogna affrontare le sofferenze con pazienza – afferma Gerry Bagley – Chi è più vicino a Dio soffre, perché le pene sono delle prove, e se superate, ci rendono più forti.”
Gli insegnamenti Bahá’í sottolineano inoltre, che tra anima e corpo intercorre una relazione speciale che dura per tutta la vita, e che si interrompe solo al momento della morte, nell’attimo in cui il corpo ritorna alla terra, e l’anima ai mondi spirituali di Dio. La vita dunque non termina qui, e la morte è solo un momentaneo allontanamento da chi si potrà rincontrare un giorno nell’al di là. I legami spirituali infatti, se forti, si riflettono nell’altro mondo. Ma per quanto si possa auspicare in un’esistenza serena dopo la morte, la vita in questo mondo, resta comunque un’esperienza irripetibile. Proprio perché solo sulla terra ci è data la possibilità di essere delle creature complete, in grado di non conoscere ma amare sinceramente Dio. E’ una religione dunque, che accoglie gli insegnamenti dei culti passati, che riconosce le figure spiritualiprecedenti, che si è posta come obiettivo il raggiungimento di una pace universale, che ha dedicato particolare attenzione nello spiegare l’importanza dell’unità della famiglia umana. Un credo che in Iran è ancora oggi vittima di persecuzioni, una fede che parla di pace, ma che ha scaturito contro di sé una guerra ingiusta.